» Come trasformare i momenti più difficili nella nostra arma segreta
  • Come trasformare i momenti più difficili nella nostra arma segreta

    Oct 26th • Posted in Lifestyle

    Sono passati anni da quando sentii per l’ultima volta il discorso di Steve Jobs alla Stanford University, e credetemi è stata una sfortuna non imbattermi più in quel video.

    Dovrebbe essere visto almeno una volta all’anno da tutti. Per farsi le domande giuste.

    È quella la fregatura della vita: devi fare le domande giuste. Se non le fai non avrai le risposte che ti servono e continuerai a navigare a vista, sperando solo di non annegare, o che il mare non ti porti a largo facendo deviare la tua rotta, come un Ulisse spaurito.

    Non parlerò del suo celebre “Stay hungry, stay foolish”. Quello lo conosciamo tutti, e più o meno tutti hanno capito il senso di quelle parole.

     

    via Pinterest

     

    Voglio parlare della terza storia che affronta nel suo discorso, la più dura e la più amara; quella sulla morte.

    Non voglio essere macabra o drammatica. Voglio parlare in modo lucido, esattamente come lui ha fatto, del tempo che abbiamo nella nostra vita.

    Ciò che dice in quella parte del discorso è che ci sono momenti nella vita in cui realizziamo che siamo nudi, non abbiamo altro che noi stessi e il nostro bagaglio di scelte già fatte o ancora da compiere.

    Ci sono momenti in cui capiamo che le cose non saranno le stesse per sempre. In cui capiamo di essere disarmati di fronte agli schiaffi della vita e che no, non c’è tempo per piangere o per avvolgersi in un bozzolo caldo di autocommiserazione.

    In quei momenti l’unica risorsa è sopravvivere e lottare per noi stessi. Sono quelli i momenti in cui, come dice lui, capiamo cosa è davvero importante. Tutta la rabbia, l’orgoglio, la frustrazione si sciolgono e colano via. Quel veleno non c’è più ed è come se una luce violenta avesse di colpo illuminato solo le cose che per noi contano sul serio, solo le persone che vogliamo accanto, solo il posto che noi vogliamo avere nel mondo.

    I momenti di tale lucidità sono rari. Per questo dico che la fregatura della vita è riuscire a porsi le domande giuste per avere le risposte necessarie.

    Io ho avuto un momento in cui ho perso tutto. Ed è stato un momento terribile. Improvvisamente ho iniziato a stare male,  non riuscivo a camminare, ed il dolore era cosi forte che mi annebbiava la mente.

    La normalità se ne era andata di colpo spazzando via progetti e sogni e piazzandoli in un futuro molto ipotetico e poco sicuro.

    È stato un momento difficile durato per mesi in cui nessun medico è riuscito a capire cosa potessi avere,  a dare un nome ed una soluzione a ciò che mi stava smantellando pezzo dopo pezzo.

     

     

    Un giorno di Dicembre poi incontrai un medico, una persona ruvida e scherzosa al tempo stesso, con un occhio clinico invidiabile ed uno sguardo umano e pieno di calore.

    Fu il primo a intuire cosa avessi, a dare un nome, una direzione e una strada da percorrere.

    Era un ortopedico e capì che il problema era reumatologico. Nessun altro aveva intuito che potesse essere una malattia reumatologica la mia.

    Fu il primo a fare qualcosa di tangibile per togliere quel dolore fisico che non mi lasciava mai.

    È stato lui a darmi di nuovo la voglia di credere che sarebbe finita. Grazie a lui iniziai un percorso in salita, ma che mi portò passo dopo passo a stare meglio, a camminare di nuovo, a ridere.

    Non mi sento ancora pienamente a mio agio nel parlare di quel periodo perchè è un momento difficile da raccontare senza sbavature.

    Sento anche però la necessità di parlarne perchè spero che possa essere d’aiuto a qualcuno leggere la mia esperienza.

     

     

    Perchè racconto questa storia? Perchè credevo che non sarei mai più tornata a vivere normalmente ed ho visto le cose in modo chiaro come mai prima.

    È stato il momento in cui ho capito che c’era solo una persona a cui obbedire e quella ero io, che i progetti e i sogni erano miei e che rimandarli non solo non mi avrebbe fatta felice, ma non mi avrebbe permesso di realizzarli perchè il tempo è il presente, ed è il presente l’unico momento in cui possiamo agire e fare la differenza.

    Ho dovuto ricostruirmi da capo, più forte e più consapevole di prima della mia fragilità. Prima avevo paura di fallire, adesso non più perchè fallire significa provare a fare qualcosa ed è questo ciò che conta. Si impara dai fallimenti e a volte ci sono necessari.

    Il male a volte è necessario.

    A me è servito perchè è stato un brusco risveglio alla realtà, come se avessi ingoiato la pillola rossa di Matrix e avessi visto con occhi coscienti chi sono e che vita voglio.

    Ho sempre amato scrivere e disegnare, ma non l’avevo fatto per anni perchè ero presa da una serie di progetti che vivevo con un’ansia bruciante. E nel momento esatto in cui non ho avuto più stabilità e certezze ho sentito in modo chiaro il desiderio di scrivere e disegnare ed ho aperto un Blog, un canale Instagram e ho iniziato a scrivere, a sentirmi viva e felice come mai negli ultimi anni.

     

     

    Disegnare mi ha ridato i colori che non vedevo nella realtà buia e tetra in cui ero.

    Scrivere è stata un’endovena di vitalità, ha tenuto la mia mente libera ed occupata al tempo stesso, mi ha permesso di essere leggera e radicata a terra al tempo stesso.

    La malattia ha rivelato chi ero e chi sono, non tanto agli altri, quanto a me stessa.

    L’insicurezza che provavo, le angosce, e il dubitare delle mie capacità sono spariti nel momento in cui ho accettato chi sono e la mia fallibilità.

    Non rimandate mai i sogni che avete dentro ad un momento perfetto che forse non arriverà mai.

    Oggi potrebbe sembrare un’insensata perdita di tempo, domani, come dice Steve Jobs, potreste unire i puntini e vedere che ciò che sentivate di dover fare aveva un senso.

    Spero un giorno di poter vedere i puntini uniti formare un bel disegno.

    O anche uno brutto, fa lo stesso.

    Basta che sia il mio e che sia stata io a disegnarne ogni singolo tratto.

     

    via Pinterest

     

     

    Natalie💙

  • 2 comments
    Come trasformare i momenti più difficili nella nostra arma segreta

    • Greta says:

      É sempre difficile esternare ciò che una malattia scava dentro di noi eppure tu ci sei riuscita in modo magistrale. Sono felice, altresì, di leggere che oggi stai bene d è ciò che ti auguro per tutta la tua vita. Grazie di esser passata da me.

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