» Sorridi, respira e guarda avanti. Eccoti 2017.
  • Sorridi, respira e guarda avanti. Eccoti 2017.

    Jan 11th • Posted in Lifestyle, Pillow Talks

     

    Mi chiamo Natalie e per me il 2016 è stato un anno terribile: a causa di un improvviso, inatteso, impietoso e pure inutile problema di salute la mia vita è radicalmente cambiata da un momento all’altro.

    E’ stato qualcosa di profondamente invalidante e davvero doloroso che ha avuto un fortissimo impatto su di me, o meglio dentro di me, perché nel corso di questi 365 giorni passati qualcosa dentro di me è cambiato, degli equilibri si sono rotti ma se ne sono creati di nuovi e, io credo, più saldi e forti.

    Mi chiedo come sia possibile che la vita che conosciamo cambi tanto profondamente e senza alcun preavviso, ma così è stato. Ed è stata durissima, non lo nascondo.

    E’ difficile non sentirsi inutili, tristi e vuoti in certi momenti particolarmente bui e la cosa più naturale è rifugiarsi nei nostri affetti, come ci si accoccola dentro una coperta calda davanti al camino, con una tazza di tè bollente. Le persone che ti vogliono bene e tengono a te dovrebbero essere il luogo in cui lasciarsi andare, senza resistenze e in cui mostrarsi deboli e fragili, umani. Ho sempre avuto grande difficoltà a mostrare le mie debolezze e ho sempre avuto difficoltà a chiedere aiuto.

    Ciò che ho imparato è stato che chiedere aiuto talvolta è necessario e vitale, che sapere di non essere soli è confortante. Ho imparato qualcosa che non avrei mai sospettato: ci vuole tantissimo coraggio a chiedere aiuto.

    Il 2016 è stato un anno terribile, ma dentro di se’ ha nascosto un dono per me. Un dono difficile da cogliere se non si hanno gli occhi allenati.

    Nei mesi passati sdraiata a letto a guardare le stagioni passare fuori dalla finestra, a immaginare cosa avrei potuto fare invece di stare così male, sentendomi sola, prigioniera e non più padrona della mia vita, ho imparato la pazienza. E’ questo il dono più grande che mi ha lasciato. Avevo tantissimi progetti e scadenze, ordinatamente e meticolosamente disposti nella mia testa e improcrastinabili.

    Ho imparato a mie spese che il destino spesso non ha grande rispetto delle nostre intime aspirazioni e si intromette con noncuranza nella vita degli altri. All’inizio ero disperata: la mia vita negli ultimi anni è stata un susseguirsi di scadenze, progetti, impegni e bloccarmi è stato traumatico, è stato come mettere in stand-by un’esistenza intera.

    Ho capito poi che disperarsi è inutile e che l’unica cosa sana da fare è rimanere lucidi. E così ho fatto. Sono rimasta lucida e mi sono attaccata ai miei progetti, ripetendomi che alla fine li avrei realizzati e a qualunque costo, e per la prima volta nella mia vita, sono stata calma e paziente.

    L ‘anno che è passato mi ha fatto un altro dono un po’ sgradevole ma indispensabile: la consapevolezza. Adesso io sono consapevole di chi sono e di cosa voglio. E’ buffo che per capirlo sia dovuta stare così tanto male e così tanto a lungo, no?

    Per anni mi sono tenuta in disparte, chiedendo quasi il permesso per vivere ed essere me stessa, ho rimandato troppe esperienze convinta di avere il tempo a mia disposizione e la consapevolezza che questa sia solo un’illusione consolatoria lascia un sapore amaro. Anzi. Dolceamaro. Come una medicina tremenda da ingoiare ma che fa il suo dovere spinta in circolo ritmicamente dal cuore, così sento la nuova energia che deriva dalla consapevolezza di me, del tempo, della mia vita.

    Ho deciso di essere felice, o almeno di provarci con tutta me stessa.

    Il trucco è stato capire che per esserlo non bisogna aspettare che la nostra vita sia in ordine, inamidata e rassettata; per essere felici bisogna fare il meglio con ciò che abbiamo, con pazienza e consapevolezza di se stessi, senza ricercare ossessivamente la perfezione. La perfezione è noiosa, alla fine chi la vuole davvero?

    Io la vita la voglio piena di colori, odori e suoni, non voglio più il silenzio che ho sentito in questi mesi e se mai dovesse riaccadere voglio essermi riempita le orecchie e gli occhi di vita per ricordarla nei momenti più brutti.

    Se dovessi scegliere una parola per il 2016 sceglierei “Rinascita” perchè possiamo ricavare qualcosa di prezioso anche dalle esperienze più difficili e scegliere di diventare la versione migliore di noi stessi.

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