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  • Viaggiare Minimal: vi racconto come sono cambiata

    Sep 04th • Posted in Lifestyle, Pillow Talks

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    Alzi la mano chi non ha mai avuto problemi a fare la valigia.

    Se è così avete tutta la mia stima, sappiatelo.

    Io invece sono sempre stata quel tipo di persona che fino all’ultimo secondo è in dubbio se portare o meno non solo l’intero armadio, ma anche tutta la libreria Billy di Ikea e tutto il makeup collezionato dai tempi di Cioè ad oggi.

    Il grande problema per me è sempre stato riuscire a capire cosa mi sarebbe davvero servito, o meglio cosa avrei davvero usato.

    Quindi riempivo la valigia così tanto che dovevo sedermici sopra per chiuderla e dopo passavo ai borsoni, agli zaini e alle borse.

    Poi iniziavo a invadere le valigie degli altri con gli oggetti rimasti fuori. Vacanze intere a cercare phon in valigie e infradito in altre.

    Il giorno della partenza ero carica come un dromedario e i passanti mi guardavano in modo solenne, come se stessi per espatriare senza sapere se sarei mai tornata a casa.

     

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    Poi qualcosa è cambiato nella mia testa. Non so dire se improvvisamente o in modo graduale, ma di colpo ho realizzato che per me non era più tollerabile quel caos disfunzionale.

     

    Questo ultimo anno è stato un percorso pieno di prove e momenti non proprio facilissimi e mi ha cambiata in modo profondo. Ha cambiato il modo in cui vedo le cose, compresi i miei difetti.

     

    Ho bisogno di un ambiente libero e ordinato, con l’essenziale per farmi sentire felice. Come dicevo qui vivere in modo Minimal per me non significa rinunciare a tutto: significa non avere di tutto.

     

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    Ad esempio per farmi sentire felice in casa non possono mancare fiori e candele e decorazioni particolari che rendano lo spazio più personale.

    Ho deciso quindi di applicare lo stesso ragionamento alla preparazione della valigia.

    Mi sono chiesta che cosa fosse l’essenziale per farmi sentire felice, libera ed in grado di gestire gli imprevisti.

    Ed ha funzionato.

    Incredibilmente tutto è entrato in una sola valigia, che si è chiusa senza problemi.

    Ah, ed avevo anche il mio phon perchè posso anche rinunciare alla maschera alla keratina perchè ha la confezione grande come un bidone nonostante dentro ce ne sia pochissima,  ma chi come me ha i capelli crespi non può asciugarli con i phon che hanno negli alberghi.

    Il game changer, come dicono gli inglesi, è stato comprare dei divisori da valigia.

    Li conoscete? Sono dei contenitori in tessuto di diverse dimensioni e richiudibili con la cerniera.

    Ho assegnato a ciascuno di essi una destinazione d’uso, ad esempio uno era per i pantaloni, uno per le maglie, uno per la skincare e così via.

    Sapere di avere quello spazio e basta da poter riempire per ogni categoria di oggetto fa miracoli e fa sì che per ogni categoria ci sia solo il necessario.

     

     

     

    Dividere un compito in frazioni più piccole migliora l’efficienza perchè il nostro cervello lavora meglio ed elabora strategie migliori per risolvere i problemi.

    Questa è una regola che si può applicare ad ogni aspetto della propria vita!

     

    Natalie 💙

     

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